Ha senso fare la conservazione con il servizio gratuito offerto dall’Agenzia delle Entrate?

La fatturazione elettronica B2B nasce l’esigenza normativa di dover conservare tutti documenti informatici fiscali e contabili che transiteranno tramite il Sistema di Interscambio o tramite le altre procedure definite dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, ultimo quello di fine ottobre 2016, che ha individuato anche le regole e i processi da attuare per la comunicazione trimestrale.

Come sappiamo si può aderire alla fatturazione elettronica seguendo quanto dettato dal decreto legislativo 127/2015 e quindi usufruendo di tutti i benefici fiscali e di processo che la fatturazione elettronica B2B porta indirettamente, entro il 31 marzo del 2017.

Parlando di fatturazione elettronica e confrontando il decreto legislativo 127/2015 con quello che è arrivato dopo, ovvero il 193/2016, è assolutamente necessario e conveniente aderire al 127 per usufruire dei vantaggi offerti. Essendo lo Spesometro comunque obbligatorio conviene sicuramente aderire alla fatturazione elettronica B2B tramite il Sistema di Interscambio, inviando i rimanenti dati delle fatture passive, specie quelle che riceviamo in modalità analogiche dai vari fornitori, all’Agenzia Delle Entrate tramite i canali riconosciuti.

È chiaro ed importante a questo punto fare una riflessione sulla conservazione digitale delle fatture elettroniche.

Il 21 dicembre 2016 è stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia Delle Entrate, il testo dell’audizione della direttrice Rossella Orlandi presso la commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, che ha avuto per oggetto anche la fatturazione elettronica.

La stessa direttrice dell’Agenzia delle Entrate ha confermato che è rilevante considerare quanto disposto dall’articolo 4 comma 1 del decreto legge 22 ottobre 2016 numero 193, convertito in legge il 1 dicembre 2016 numero 225 , che prevede che gli obblighi di conservazione ai fini fiscali fissati dal decreto ministeriale del 17 giugno 2014 siano soddisfatti per tutti i documenti (fattura elettronica ed altri documenti rilevanti ai fini fiscali) che transitano attraverso il sistema di interscambio e che vengono memorizzati dell’Agenzia Delle Entrate. Si sta dicendo che la conservazione digitale delle fatture elettroniche e degli altri documenti rilevanti ai fini fiscali venga assolta direttamente dall’Agenzia delle Entrate o meglio da Sogei che gestisce il sistema di interscambio. Una considerazione ulteriore che sembrerebbe avvalorare questa tesi emerge dalle modifiche al codice dell’amministrazione digitale del decreto legislativo 179/2016: se il documento informatico è conservato da uno dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, cessa l’obbligo di conservazione a carico dei cittadini e delle imprese che possono in ogni momento richiede l’accesso al documento stesso.

La prima considerazione importante da fare è che il codice dell’amministrazione digitale modificato dal decreto legislativo 179 2016, non può applicarsi ai documenti fiscali e contabili (infatti si rimanda a decreto speciale del ministero dell’economia e finanze). Quindi quanto enunciato dal CAD non può essere con quanto può essere connesso a quanto esposto dal decreto 193/2016 e successive modificazioni.

La seconda considerazione importante da aggiungere è che nel conservare un documento informatico, oltre all’obbligo fiscale e contabile di conservazione vige un obbligo civilistico dettato dagli articoli del codice civile 2220 e 2215 che obbligano il contribuente a conservare tutti documenti d’impresa inclusi documenti fiscali e contabili.

La terza considerazione è che il servizio offerto gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate è disponibile già dal 1 luglio 2016 per la generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche conformi alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate e di Sogei e secondo i nuovi formati. Il servizio gratuito offerto dall’Agenzia delle Entrate, potrà quindi essere adottato da piccoli artigiani e piccoli professionisti. Inoltre è possibile conservare le sole fatture elettroniche XML e non anche le fatture elettroniche di altro formato oppure qualsiasi altro documento contabile e fiscale che rientra nel DMEF del 17 giugno 2014.  

La quarta considerazione è che la responsabilità dei documenti e quindi anche la loro conservazione rimane sempre e comunque in capo al contribuente, il quale, ad esempio, in un contenzioso con l’autorità fiscale e finanziaria avrebbe i suoi stessi documenti non presso di lui, ma presso un terzo che peraltro è lo stesso Ente che è adibito al controllo fiscale e contabile proprio dei suoi documenti. Che grado di tutela esiste? C’è da aggiungere che la stessa Sogei è diventata un conservatore accreditato Agid. Andrebbero però capite ed approfondite le condizioni contrattuali del suo servizio di conservazione rispetto non soltanto al contribuente ma anche all’Agenzia delle Entrate.

FONTE: AGENDADIGITALE.EU