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Fonte: Agenda Digitale

L’Europa ridefinisce l’ambito di applicazione della norma sullo split payment in Italia, e fissa la scadenza dell’applicazione del nuovo meccanismo al 30 giugno 2020. Lo prevede la Decisione di autorizzazione 2017/784 del 25 aprile 2017, pubblicata in GUCE il 6 maggio scorso.

Non si tratta di una proroga alla precedente Decisione di autorizzazione 2015/1401, ma di una nuova autorizzazione che prevede a partire dal primo luglio 2017 un allargamento del campo di applicazione del meccanismo di “scissione dei pagamenti” che verrà esteso a tutte le attività della Pubblica Amministrazione, ricomprendendo pertanto anche le società da essa controllate e le aziende quotate in borsa sul listino delle blue chips di Piazza Affari (indice FTSE-MIB).

Il Consiglio Europeo ha preso atto che l’Italia ha varato una serie di adempimenti a carico dei contribuenti (obbligo della fatturazione elettronica verso le PA, comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute) che permettono all’Amministrazione Finanziaria di velocizzare l’attività di verifica e controllo dei versamenti IVA. In considerazione dell’evoluzione normativa e regolamentare che l’Europa sta avendo, anche con il nuovo formato di Fattura Elettronica ai sensi della Direttiva 2014/55, il controllo dei versamenti IVA andrà a regime e quindi questo meccanismo di “scissione dei pagamenti” non avrà più necessità di esistere.

Cos’è lo split payment e come funziona?

L’art. 1, comma 629 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha introdotto l’obbligo per la PA a partire dalle fatture emesse dal 1° gennaio 2015 per qualsiasi tipologia di acquisto rilevante ai fini IVA, eccetto le prestazioni di servizi soggette a ritenuta d’acconto, nei confronti di alcuni soggetti della Pubblica Amministrazione, di farsi carico dell’onere di versamento IVA all’Erario.

Le pubbliche amministrazioni che acquistano beni e servizi, qualora non siano soggetti passivi dell’IVA, devono versare direttamente all’erario l’imposta sul valore aggiunto addebitata in fattura dai loro fornitori (Articolo 1 della legge di Stabilità 2015).

In pratica sono le stesse PA a dover liquidare l’IVA sugli acquisiti effettuati e non i loro fornitori.

Per effetto della Manovra Correttiva di aprile 2017, si allarga la platea delle PA con obbligo di applicazione del meccanismo di scissione dei pagamenti IVA:

  • Tutte le amministrazioni;
  • Gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione;
  • Le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto;
  • Le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali;
  • Le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.
  • Sempre per effetto del decreto 50/2017 pubblicato in GU, a partire dal 1° luglio 2017 scatta lo split payment professionisti 2017.

Fonte: Agenda Digitale